Il Cdm approva la riforma della giustizia

Il Consiglio dei ministri ha dato il suo via libera al ddl costituzionale di riforma della Giustizia all'unanimità. ''La finalità della riforma è introdurre anche nel nostro paese un giusto processo'', ha detto il premier. Leggi IL TESTO DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – Leggi tutti gli articoli del Foglio sulla giustizia
20 AGO 20
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''La finalità della riforma è introdurre anche nel nostro paese un giusto processo''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, a fianco del Guardasigilli Angelino Alfano. ''La riforma non deve essere soltanto eseguito in tempi ragionevoli, deve garantire un contraddittorio tra le parti con l'ascolto di tutti i testimoni che la difesa vuole portare al processo e garantire la parità tra difesa e accusa. Questa riforma costituzionale – ha specificato il premier – avrà bisogno di dieci leggi di attuazione che noi presenteremo al parlamento. Le abbiamo già pronte".
"Le modifiche alla Carta non si applicano ai procedimenti penali in corso proprio per mantenere la purezza di questo impianto e di questo disegno che ha una sua nobiltà storica". Lo ha precisato il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Il cardine della riforma della giustizia è la divisione tra giudici e pm – ha proseguito Alfano – le modiche pongono al centro la parità tra accusa e difesa".
L'Unione delle camere penali ha scritto una lettera aperta a tutti i parlamentari di minoranza affinché la riforma della giustizia sia dibattuta a viso aperto. "Gli avvocati penalisti – si legge – vivono sulla loro pelle i guasti che una concezione autoritaria della giurisdizione, di cui la unitarietà delle funzioni di accusa e di giudizio è espressione, produce ogni giorno. Guasti che non riguardano solo lo squilibrio del singolo processo ma la lettura delle norme da parte di una giurisprudenza più attenta alla difesa sociale che non ai diritti del singolo". "Serve uno scatto di orgoglio – prosegue l'appello – dimostrando la capacità di affrontare questa materia senza riflessi automatici, senza speculazioni preconcette, senza calcoli elettorali, e infine senza subordinazioni rispetto ai prevedibili e già annunciati diktat corporativi della magistratura".
"No alle leggi ad personam, discussione in Parlamento, subito i provvedimenti ordinari per migliorare la giustizia". E' Francesco Rutelli a sintetizzare la posizione del Terzo polo rispetto alla riforma della giustizia annunciata dal governo. "Esprimiamo apprezzamento per l'annuncio del presidente del Consiglio sulla fine della stagione delle leggi 'ad personam' – ha spiegato il leader di Api al termine della riunione di stamattina alla Camera – La riforma del governo contiene diverse cose che condivido. Tuttavia è affidata al Parlamento, la si discuta. Inoltre, incalziamo il governo per fare le riforme ordinarie che si possono e devono fare subito". Il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino ha confermato: "La proposta andrà discussa nel merito per fare una buona riforma nell'interesse dei cittadini. Siamo pronti a discutere".
"Ci sono norme che puntano a punire l'autonomia dei magistrati, mettendo i pm sotto il controllo del governo. Faremo un'opposizione dura e intransigente" ha ammonito il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini.